E' scomparso il più anziano dei "mitici fratelli Rusconi". Antonio aveva 63 anni.
A cavallo fra gli anni '60 e '70 furono in grado di compiere delle salite invernali secondo un'etica personale che li induceva ad aspettare il maggior grado di innevamento e rigore prima di affrontare pareti che intimidivano i migliori alpinisti dell'epoca già in estate.
Il 1968 fu l'anno in cui i fratelli Gianni e Antonio Rusconi avviarono la serie delle loro grandi imprese invernali. Il primo exploit fu sulla parete sud della Torre Trieste, lungo la via Piussi - Redaelli.
Nell'inverno del 1969 i Rusconi con i lecchesi Roberto Chiappa e Gianluigi Lanfranchi detto Pumela, dopo sei bivacchi ebbero la meglio sulla Via delle Guide al Crozzon di Brenta.
L'impresa più bella di Gianni e Antonio è però quella dell'inverno 1970 sul granito del Pizzo Badile; nella immensa e vertiginosa parete nord-est, i due tracciarono la Via del Fratello, dedicata a Carlo.
Sempre in Val Bondasca, nell'inverno 1971, sulla parete nord del Cengalo, dove non esisteva una via diretta alla cima, furono ancora i Rusconi con Heinz Steinkötter, Giuliano Fabbrica e Giorgio Tessari a tracciare, con dieci bivacchi, la proibitiva Attilio Piacco.
L'estate dello stesso anno ai Rusconi, Fabbrica e Tessari si unirono i comaschi Elio Scartabelli e Rino Zocchi: la spedizione “Valmadrera Alaska '71” avrebbe visto il successo sul Monte Sant'Elia per la via percorsa dal Duca degli Abruzzi nel 1891.
La Via dei cinque di Valmadrera sulla parete nord-ovest del Civetta è il capolavoro del 1972. Gianni, Antonio, Giorgio Tessari e due ragazzini alla prima esperienza invernale - Gianbattista Crimella e Gianbattista Villa - tracciarono una superba linea sulla “Parete delle pareti”.